CHITARRA - MULTISTILISTICO
di Claudio Ricci
Premessa dell' autore ... Ho voluto raccogliere in questo testo, gli argomenti base, delle varie materie, che un musicista inizia a studiare.Si tratta di un percorso multistile, nel senso che le materie trattate saranno utili sia per il chitarrista rock, pop, blues …. che per il jazzista.
La tecnica prima di tutto per imparare ad avere un approccio “ fisico ”, con lo strumento, curando sin dall’inizio gli aspetti dell’ impostazione, intesa come postura del corpo e successivamente delle mani, destra e sinistra, loro coordinazione, con vari esercizi mirati a sviluppare appunto la coordi-nazione, articolazione, indipendenza, velocità ecc …. per poi passare allo studio della tecnica melodica, con scale maggiori, minori, modali (strette e late), pentatoniche, blues , patterns melodico-ritmici, arpeggi (armonici e melodici), tutti argomenti che andranno poi applicati allo studio di brani musicali secondo il genere e lo stile scelti.
L’armonia, che prende in considerazione prima i rapporti tra due suoni, intervalli-bicordi, per poi passare agli accordi a tre voci (triadi), e quattro voci (quatriadi), con relative armonizzazioni della scala maggiore (triadi e settime), alle forme di accordi più utilizzati, da chi inizia a suonare la chitarra e cioè gli accordi a capo manico, con corde a vuoto, accordi con il barrè, che tecnicamente sono un argomento piuttosto avanzato per la nostra mano sinistra, ma che, a quanto pare, noi chitarristi, molto abituati a bruciare le tappe, siamo costretti ad imparare sin da subito, altrimenti addio spiaggie, chitarre, amici, ecc.. ecc.. !! Ma torniamo all’ aspetto didattico; verrano presi in considerazione inoltre gli accordi (triadi) sus2 e sus4 , accordi (quatriadi) 7sus4, 7sus2/4, e i power chords con i rivolti, tutto materiale che troverà applicazione su brani e basi musicali.
La lettura, una materia con la quale prima o poi il chitarrista avrà a che fare ! (.. meglio poi ?!?) Questa, sembra essere la “ bestia nera ” del chitarrista appunto, e in realtà lo è, proprio perché sul nostro strumento, è più difficile imparare a leggere, che in altri, per via del diverso reperimento sulla tastiera di uno stesso suono, che porta ad eseguire stesse frasi in maniera molto diversa a seconda del punto di manico in cui si decide di suonare ! Ma se è davvero cosi difficile leggere per noi .... ! Allora perché non cominciare prima possibile !? .. Invece di rimandare ! Perché non cominciare sin da subito a leggere dal pentagramma, scale, frasi, accordi, oltre che dai diagrammi chitarristici o tabulati (che comunque restano, strumenti validissi-mi, per la memorizzazione e l’ assimilazione); non dimentichiamo che i tabulati, altrimenti detti intavolature, sono un invenzione che risale al 1500, ed il sistema di notazione su rigo musicale, il pentagramma, rappresenta un evoluzione-aggiornamento, di quell’ invenzione, e non il contrario! Una particolare attenzione dovrà essere posta alla lettura ritmica che ritengo di fondamentale importanza, soprattutto per curare la coordinazione di base tra elementi del ritmo, quali il battere e il levare e gli aspetti tecnici del movimento del plettro, che inizialmente possono essere associati, per rendere più chiare e sincronizzate le varie figurazioni ritmiche.
Ho inoltre inserito, le prime basilari informazioni di teoria, accenni sul suono e caratteristiche, sistema temperato, alterazioni, circolo delle quinte, scala diatonica e cromatica, chiavi di lettura, figure musicali, indicazione di tempo, punto, legature di valore.
Vi ringrazio per l’attenzione e la considerazione, visto che siete arrivati a leggere fin qui !!
Vi saluto e auguro un buono e proficuo studio !
Ciao ! Claudio. |