Dizzy Gillespie e Mario Ciampà

Archivio Fotografico anni '70

Nella foto il trombettista americano Dizzy Gillespie con Mario Ciampà, proprietario del Saint Louis Jazz Club.

Un gruppo di giovani sono soliti frequentare nei primi anni settanta il Music Inn di Roma. Hanno l’idea di mettersi in società e cercare uno spazio dove aprire un jazz club destinato ad un pubblico prettamente giovanile. Per ristrutturare un teatro abbondonato in Via Del Cardello chiamano un giovane architetto, Mario Ciampà. Non potendolo pagare lo fanno entrare nell’impresa come socio. A causa di divergenze sulle modalità di gestione, però, il club rimane chiuso per svariati mesi finché Ciampà per rientrare dei costi del lavoro da architetto non  decide di acquistare le intere quote dell’impresa. Prende contatti con musicisti di livello internazionale facendo divenire in poco tempo il Saint Louis (nome riferito alla AACM, movimento d’avanguardia afro-americano nato nella città omonima) uno dei locali più importanti della Capitale con concerti di Dizzy Gillespie (che Ciampà va a prendere personalmente all’Aeroporto), Stephane Grappelli, Archie Sheep, Elvin Jones, Max Roach e altri.

Contributo estratto dal libro “Jazz Moment” a cura di Adriano Mazzoletti, Marco Molendini e Stefano Mastruzzi.

Dizzy Gillespie e Mario Ciampà

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