Etichetta Red Records

Discografia (etichette) anni '70

Logo dell’etichetta Red Records.

La Red Records nasce a Milano nel 1976 per iniziativa di Sergio Veschi, affiancato fino agli anni Novanta dal promoter Alberto Alberti. Quest’ultimo fonda nel 1958 il Festival Jazz di Bologna, dove si esibisce, tra gli altri, il trombettista americano Miles Davis, per la prima volta in Italia. Negli anni successivi Alberto Alberti diviene il punto di riferimento di jazzisti italiani e americani di cui è manager in Europa, tra questi, lo stesso Miles Davis e il sassofonista romano Massimo Urbani.

Grazie ad Alberto Alberti, Sergio Veschi entra nel circuito del jazz italiano, organizzando inizialmente concerti all’Università Statale di Milano nell’ambito della rassegna “Nuove Tendenze del Jazz italiano”, legata agli ambienti del movimento studentesco. Con la Red Records Sergio Veschi avvia una produzione discografica di ampio respiro dettata da una ricerca maniacale del dettaglio musicale all’interno di correnti jazzistiche eterogenee: dall’avanguardia, modern mainistream e jazz tradizionale alle espressioni musicali etniche e locali della scena sudamericana.

Il vasto catalogo dell’etichetta Red Records comprende nomi di spicco  del jazz internazionale come Joe Henderson, Sam Rivers, Bobby Watson, Kenny Baron (col quartetto Sphere), Cedar Walton, Chet Baker, Phil Woods, Woody Shaw, Paul Bley, Steve Lacy, The Sea Ensemble, Stafford James, David Murray, Julius Hemphill e jazzisti italiani, tra cui, Massimo Urbani, Franco D’Andrea, Piero Bassini, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Mario Schiano e il trio S.I.C con Schiaffini, Iannaccone e Colombo, Trovesi Trio, Giovanni Tommaso Quintet.

L’etichetta Red Records, attiva dal 1976 fino al 2012, ha pubblicato all’incirca 300 titoli

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