Jazz e Cinema Italiano – Piero Umiliani

EDITORIALI

Alla fine degli anni Cinquanta Mario Monicelli gira il film I Soliti Ignoti, il primo di un nuovo filone cinematografico, “la commedia all’italiana”. Per la colonna sonora il regista romano avverte la necessità di una musica dal forte richiamo jazzistico che possa fare da sfondo al racconto proletario della pellicola: in una Roma neo-realista farseschi personaggi si muovono tra miseri quartieri urbani ed una condizione sociale al limite dell’indigenza fatta di giornalieri espedienti tragicomici, miti americani e inevitabili sconfitte esistenziali. In quegli anni i temi musicali composti per il cinema si rifacevano sostanzialmente alla canzone popolare di maestri come Nino Rota e Carlo Rustichelli. Monicelli vuole andare in direzione opposta; a seguito del consiglio di un amico si rivolge ad un giovane pianista e compositore che da alcuni anni si occupa con successo della composizione di colonne sonore, Piero Umiliani. A Firenze, durante la Seconda Guerra Mondiale, Umiliani aveva iniziato a muovere i primi passi nel panorama jazzistico. Questa scelta era stata determinata dall’ascolto di dischi di Duke Ellington e altri musicisti degli anni Trenta e Quaranta, trasmessi dalla Radio Svizzera durante il conflitto. Alla fine della guerra, come molti altri, scoprirà la musica afro-americana attraverso i V-disc, destinati alle truppe di stanza in Europa e diventati, in poco tempo, veicolo di diffusione musicale presso la popolazione liberata dal nazi-fascismo. In seguito, spostatosi a Milano, ha l’opportunità di mettersi in evidenza come brillante pianista; incide diversi dischi col Quintetto Basso-Valdambrini, Gil Cuppini, Roberto Nicolosi, Attilo Donadio e altri. Dopo gli studi al Conservatorio Cherubini di Firenze, dove si diploma in contrappunto e fuga, e aver formato un ottetto, con cui riscuote consensi positivi da parte della critica, Umiliani viene chiamato da Armando Trovajoli a Roma per ricoprire il ruolo di arrangiatore di partiture musicali da lui composte. Nella Capitale inizia a dedicarsi all’attività negli studi cinematografici. Compone la prima colonna sonora per il documentario dei fratelli Taviani Pittori in Città (1954),

Per l’incisione della musica de I Soliti Ignoti, Piero Umiliani si avvale dall’apporto strumentale  di musicisti dell’area jazzistica italiana ed estera: i trombonisti Bill Gilmore e Mario Midana, il sassofonista baritono Gino Marinacci, il contraltista Baldo Maestri, il contrabbassista Berto Pisani e di diversi altri. Celeberrimo il brano “Blues For Gassman”, dedicato al personaggio di Peppe “er Pantera”, interpretato dall’attore Vittorio Gassman. Come accennato prima, per merito di Mario Monicelli I Soliti Ignoti è la prima pellicola italiana con temi musicali composti in chiave jazz, aprendo di fatto una moda che investirà tutti gli anni Sessanta e parte dei Settanta. Il compositore fiorentino utilizzerà strutture mutuate dalla musica jazz anche per le pellicole Audace Colpo dei Soliti Ignoti (1959), con la presenza del trombettista americano Chet Baker, Urlatori alla sbarra (1960), Labbra Rosse (1960), A cavallo della Tigre (1961), I nuovi Angeli (1962), Smog (1962), L’Amore Difficile (1962), Una Bella Grinta (1965). Alla fine degli anni Sessanta compone il tema musicale “Mah nah mah nah” per il film Svezia, inferno, paradiso (1968), diretto dal regista Luigi Scattini. Il brano diviene un successo mondiale, grazie in modo particolare al rifacimento del cantante francese Gabriel Salvador e al suo utilizzo nel varietà statunitense Muppet Show. La produzione di Piero Umiliani consta di più di 150 colonne sonore realizzate nell’arco di una carriera decennale.

Nota: Alcuni brani  composti da Piero Umiliani per il film I Soliti Ignoti verranno pubblicati nel 1958 in formato Ep dalla RCA

Paolo Marra

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