Jazz tradizionale al Doctor Dixie

EDITORIALI

Una delle principali città italiane insieme a Roma, Milano e Torino in cui si è sviluppata e radicata la scena jazz è stata Bologna. Nella Capitale il fermento jazzistico aveva come epicentro il Music Inn di Pepito Pignatelli, a questo si aggiungevano altri jazz club come il Saint Louis o il Murales. Mel capoluogo lombardo la “Taverna Messicana” e il “Santa Tecla” ospitavano regolarmente concerti di musicisti italiani e stranieri , come d’altronde a Torino nei locali “Intra’s Derby Club”, “l’Intra’s al Corso” e, alla fine degli anni Sessanta, il “Capolinea”. Nel 1958, su iniziativa dell’impresario italiano Alberto Alberti, insieme ad Antonio “Cicci” Foresti, era nato nel capoluogo dell’Emilia- Romagna il “Bologna Jazz Festival”, uno dei primi in Italia insieme al Festival Jazz di Sanremo, fondato e organizzato da Arrigo Polillo e Pino Maffei. L’avvio ufficiale della manifestazione bolognese era stata anticipata dalla sfida musicale al Teatro Antoniano tra la formazione “Doctor Chick Dixieland Orchestra” di Pupi Avati e quella capitanata dal pianista e compositore Amedeo Tommasi.

Negli anni Cinquanta nasce a Bologna la formazione di jazz tradizionale “Dr. Dixie Jazz Band” del trombettista Nardo Giardina, inizialmente conosciuta col nome “Magistratus” e di seguito “Panigal”, “Criminal” e “Rheno”. Viene inaugurata anche la cantina “Doctor Dixie” al civico 7/B di Via Cesare Battisti, ritrovo di musicisti, ospiti e appassionati dell’universo dixieland e mainstream jazz. Nel 1984 l’organico strumentale, formato da Nardo Giardina, Checco Coniglio, Giordano Balboni, Enzo Gilioli, Giancarlo Trombetti, Roberto Olivieri, Aimone Finotti, Gherardo Casaglia, Gustavo Palotta, Teo Ciavarella, Marcello Rotundo, Giuseppe Spallino, con ospiti Renzo Arbore, Paolo Conte, Pupi Avati e Henghel Gualdi, si esibisce nell’ultima serata del Festival di Umbria Jazz. A settembre dello stesso anno l’organico strumentale incide presso gli Studi T2 di Bologna il disco “Jazzin’ Together Again”.

Il regista Pupi Avati nello sceneggiato “Jazz Band” del 1978 racconta la storia “romanzata” della formazione “Dr. Dixie Jazz band”. Il film, ambientato nella Bologna degli anni Cinquanta, racconta la vicenda musicale della “Criminal Jazz Band, diventata in seguito “Doctor Dixie Jazz Band”,  formazione in cui aveva militato lo stesso Pupi Avati  nella veste di clarinettista, prima di intraprendere la carriera cinematografica. La colonna sonora dello sceneggiato viene composta da uno degli esponenti principali della scena jazzistica bolognese, Amedeo Tommasi, accompagnato da una formazione che comprende, tra gli altri, Checco Coniglio, Marcello Rosa, Alessio Urso, Nardo Giardina, Gianni Sanjust, Roberto Spizzichino,  Pupi Avati e il clarinettista, tra i più importanti della storia del jazz italiano, Henghel Gualdi, autore delle sigle di apertura e chiusura del film, “Jazz band” e “Sweet Time”.

Paolo Marra

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