Back to School /1. A Love Supreme

Turnaround

L’estate (torrida) sta finendo, come cantavano i Righeira, Back to School e ci si appresta al ritorno in classe, tra esami, ultimi ritocchi alle tesi, scongiuri vari. E proprio mentre ci si era ormai abituati all’idea di una lenta e progressiva liquefazione è arrivata la notizia capace di refrigerare i nostri sensi e i nostri cuori. La Impulse pubblicherà il prossimo 8 ottobre A Love Supreme. Live in Seattle, un imperdibile album che testimonia una delle rare esecuzioni integrali dal vivo che John Coltrane e il suo gruppo resero della celeberrima suite. La registrazione proviene dalla collezione privata del sassofonista Joe Brazil, amico e sodale di Trane, il quale, nella notte del 2 ottobre 1965, piazzò sul palco del Penthouse di Seattle due microfoni, li collegò a un Ampex e catturò con incredibile qualità la musica che Coltrane e soci eseguirono in quello che era l’ultimo set di un ingaggio settimanale. Per anni custodì quei nastri nel suo archivio, dove furono rinvenuti nel 2008, dopo la sua morte.

L’importanza di questa pubblicazione è, naturalmente, enorme. Da un lato, dimostra che l’esecuzione integrale al Festival di Juan-le-Pins del luglio 1965, testimoniata su disco, non fu l’unica occasione in cui il sassofonista di Hamlet si misurò con il suo capolavoro dal vivo. Dall’altro, coglie in pieno il processo di sviluppo ed espansione, anche timbrico, che Trane stava elaborando. Sul palco del Penthouse, infatti, oltre al quartetto consueto (Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison ed Elvin Jones)  erano schierati anche Pharoah Sanders (tenore), Carlos Ward (alto) e un secondo contrabbassista, Donald “Rafael” Garrett. Del resto, nel progetto originale che Trane appuntò su fogli pentagrammati, l’idea era quella di avere un suono più grosso, grazie all’aggiunta di un sax, di un contrabbasso e di vari strumenti a percussione.

Back to School che Coltrane avesse eseguito A Love Supreme a Seattle nel 1965 era voce che girava tra gli appassionati da anni, come ha raccontato Lewis Porter, che del sassofonista è la massima autorità mondiale. Curiosamente, la Impulse aveva già pubblicato un disco di materiale proveniente da quell’ingaggio al Penthouse: nel 1971, infatti, usciva Live in Seattle, un doppio album contenente musica registrata il 30 settembre.  Ora, finalmente sappiamo che le voci erano fondate, e possiamo ascoltare questa gemma immortale.

Vincenzo Martorella

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