Gonzalo Rubalcaba, the genius

Turnaround

Gonzalo Rubalcaba, the genius. «Dico sempre che ritmo, armonia, articolazione delle forme, struttura dovrebbero essere il tuo modo di pensare come musicista, e come essere umano. Non dobbiamo cercare di fare di più di quello che possiamo, ma dobbiamo fare musica nel modo in cui sappiamo farlo».

Also sprach Gonzalo Rubalcaba, durante una lunga intervista che mi concesse qualche anno fa, prima di un memorabile concerto di piano solo. Pianista trascendentale, ineguagliabile manipolatore di stili, forme e linguaggi, il musicista cubano, da anni trapiantato negli States, terrà una masterclass lunedì 15 novembre, presso la Casa del Jazz, organizzata dal Saint Louis College of Music.

Gonzalo Rubalcaba, opportunità più unica che rara per ascoltare e misurarsi con un pensiero musicale di enorme profondità, assorbire direttamente dalla voce (e dalle mani) di un genio del piano jazz una articolata ed emozionante visione del mondo.

Che Gonzalo Rubalcaba esprime, ormai da quasi quarant’anni, lungo una carriera densissima, che alla fine torna (quasi sempre) a Cuba.

«Dal punto di vista ritmico (Gonzalo è un fenomenale percussionista, ndr) Cuba è un paese molto ricco, e c’è molto più ritmo di quanto non si sappia. È un paese con musiche molto diverse, alcune delle quali non sono affatto conosciute.

Quando ero piccolo ho avuto la possibilità di entrare in contatto con queste espressioni: folklore, musiche religiose e da ballo. E questo per varie ragioni: innanzitutto perché vengo da una famiglia di musicisti, e questa è stata una palestra per me fondamentale; secondo, perché ho studiato musica classica; terzo, perché fin da giovanissimo sono entrato in contatto col mondo del jazz. Quindi, la mia musica è una combinazione di molti elementi diversi.

Direi quasi uno spazio in cui mettere tutte queste influenze che ci sono nella mia testa, in una maniera organica. Può essere difficile quando leggi le partiture la prima volta. Ma, in fondo, tutto quello che facciamo è studiare le nostre tradizioni, basarci sulle informazioni che abbiamo, e riorganizzare il tutto in spazi diversi, accordi diversi, sonorità diverse, forme diverse. Una sorta di espansione, di estensione del mondo al quale apparteniamo.

L’articolazione ritmica, allora, rappresenta esattamente una nostra peculiare caratteristica, come il modo di parlare o di camminare. Ciò che mi interessa è la fluidità, il flusso ritmico, e la nostra abilità nel conversare, suonando, condividendo questi flussi ritmici».

Flussi ritmici che abitano la sua musica, anche quando Rubalcaba si esprime in piano solo, o in duo piano/voce, come molto spesso gli è capitato, anche in lunghe tournée. La dimensione live è quella che preferisce, come mi raccontò.

«Non è niente di predeterminato, niente di prestabilito. Credo che lo stesso brano possa assumere un significato diverso ogni sera. Magari suoniamo ogni volta la stessa musica, ma le emozioni che quella musica ti ha fatto provare ieri non sono le stesse che provi oggi perché sei tu a reagire diversamente.

Ho sempre pensato che i concerti non debbano essere visti semplicemente come musicisti che suonano i loro strumenti: i concerti sono molto di più. Un concerto è: i musicisti, gli strumenti, l’ambiente, il pubblico, l’acustica; tutto questo insieme di elementi condiziona il comportamento dei musicisti, la loro attitudine mentale in quel contesto.

Per me, l’abilità di un buon musicista sta nel mettere insieme diverse capacità espressive, nell’avere i mezzi per suonare ciò che è appropriato in ogni momento. È questo il motivo per cui, per me, è così importante essere preparato tecnicamente: questo è l’unico modo di essere libero. Libero di fare tutto quello che vuoi, compreso quelle poche note alle quali ti riferivi con un buon sound e una buona intenzione, o fraseggiare in modo aggressivo, o in qualunque altro modo. Devi esercitarti molto, e ad alti livelli, se vuoi essere in grado di portare la musica dove vuoi tu».

Infine, permettetemi un’autocitazione. Quella che segue è la breve recensione che scrissi di quel piano solo indimenticabile.

«Rubalcaba, in piano solo, è uno spettacolo. Ma, assai più spettacolare, paradossalmente, è assistere al suo soundcheck. Dura un’ora, durante la quale il pianista cubano non solo prova lo strumento o testa l’acustica della sala, ma studia.

Esercizi, scale a mani unite (e a velocità illegale), tecnica per il riscaldamento. E poi una serie di passaggi, che Gonzalo dapprima studia lentissimamente (lo diceva anche Benedetti Michelangeli), per poi suonarli alla giusta velocità.

E poi improvvisazioni, scheletri di ritmi, frasi di stampo bebop. È evidente, allora, che per l’espressione del pianista, la tecnica sia un grimaldello fondamentale, la garanzia di poter suonare qualsiasi cosa gli passi per la testa (lo diceva anche Wynton Marsalis). Ma la vera sorpresa è che, in concerto, due ore dopo, Rubalcaba offre un repertorio in cui non c’è la minima concessione al gesto plateale, al guizzo virtuoso, alla soluzione facile, all’accattivante ginnastica tastieristica, all’esibizionismo canagliesco.

No. Il concerto è un condensato di ciò che, probabilmente, il pianista sa fare meglio: interpretare con rigore e partecipazione, dando un peso e un senso a ciascuna nota. Grazie a un suono e a un respiro prodigiosi, e a una tecnica superiore, il pianista incanta la platea gremitissima, nonostante la musica sia densa, a volte aspra, a tratti difficile. È la sua totale partecipazione, la simbiosi con la tastiera a rapire. Non suona tanto per mostrare muscoli, ma per raccontare storie. E lo fa come pochi altri».

Articoli Recenti

Stay in Tune

Saint Louis Newsletter
Per essere sempre informato su prossimi eventi, master class, concerti e novità discografiche del Saint Louis!
Scarica Jazz Up
L’app dedicata alla musica jazz a cura del Dipartimento di Jazz Saint Louis, è ora disponibile sugli store digitali!
Scarica Saint Louis App
Scarica l’applicazione Saint Louis per ricevere notifiche e aggiornamenti!

Stay in tune!

Saint Louis Newsletter
Per essere sempre informato su prossimi eventi, master class, concerti e novità discografiche del Saint Louis!
Scarica Jazz Up
L’app dedicata alla musica jazz a cura del Dipartimento di Jazz Saint Louis, è ora disponibile sugli store digitali!
Scarica Saint Louis App
Scarica l’applicazione Saint Louis, la scuola di musica a Roma per ricevere notifiche e aggiornamenti!

Rassegna stampa


SAINT LOUIS CAMPUS – Il blog Saint Louis di didattica e attualità
powered by Saint Louis College of Musicwww.saintlouis.eu

X