Acoustic Guitar Lab con Pino Forastiere

Dopo il successo della master class sulla chitarra acustica del 24 gennaio, Pino Forastiere entra a far parte del corpo docente Saint Louis, proponendo un workshop dedicato a questo strumento e alla composizione.

Acoustic Guitar Lab è un laboratorio di scrittura creativa e arrangiamento per chitarra acustica a frequenza quindicinale. A partire da marzo 2018, 8 incontri di 2 ore ciascuno in classi di massimo 7 allievi, il lunedì dalle 9:00 alle 11:00.

Inoltre, per chi vuole approfondire la tecnica è possibile studiare con Pino Forastiere iscrivendosi a un corso personalizzato che prevede lezioni individuali di 60 minuti a frequenza quindicinale.

Pino Forastiere Bio

Quindici anni di carriera con la chitarra acustica a tracolla, nove dischi all’attivo come leader (dei quali cinque da solista) e svariate cd compilation, centinaia di concerti in Stati Uniti, Europa e Canada, decine di interviste a tutta pagina e a tutto web, e altrettanti speciali radio e tv: Pino Forastiere, compositore chitarrista lucano (romano di adozione) continua il suo percorso musicale sulla strada dell’innovazione tecnica e compositiva sullo strumento più popolare del mondo che nelle sue mani diventa una piccola orchestra.

Curioso, inquieto, sperimentatore, amante di tutta la grande musica (dalla barocca al rock), generoso sul palco e introverso in salotto, avido consumatore di arte, primo chitarrista italiano ad essere prodotto dall’etichetta statunitense Candyrat Records (e primo ad uscirne), oggi Pino Forastiere si autoproduce e accanto all’inseparabile Martin D28 del 1957 pone una “LAB guitar” a 16 corde, prototipo costruito sulla sua prima chitarra acustica dal paziente liutaio Davide Serracini. Perché va detto, ormai tra parentesi, che dopo essersi diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con una chitarra a dieci corde, quando era ancora un giovane concertista classico Pino comperò per pochissimi soldi una vecchia chitarra acustica Eko Chetro con il manico spezzato. La chitarra classica non c’è più da moltissimi anni, ma la Eko è ancora lì, reinventata e piena di corde.

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