Studio Drumming con Agostino Marangolo

Fra i più grandi protagonisti della scena italiana, Agostino Marangolo torna al Saint Louis.

Nell’ambito di un percorso didattico musicale altamente professionalizzante non può essere ignorata l’attività del musicista all’interno dello studio di registrazione. Obiettivo fondamentale del corso di Studio Drumming di Agostino Marangolo è quello di formare un musicista che sappia affrontare serenamente tutte le problematiche tipiche dello studio: tempi a disposizione ridotti, necessità di una particolare accuratezza ritmica, lo studio e la cura del proprio suono e così via.

Agostino Marangolo affronterà con la sua grande musicalità ed esperienza gli step più importanti per un batterista in studio e suggerirà le strategie per risolvere le situazioni più critiche che spesso si vengono a creare negli studi.

In particolare:

  • Lo studio e la cura del suono sul proprio strumento;
  • L’interazione con i tecnici per tutto ciò che concerne la gestione del suono: microfonazione, effettistica, etc.;
  • La scelta dei tamburi in base ai diversi stili musicali;
  • La gestione dell’ascolto “in cuffia”;
  • Pre-produzioni di oggi: la necessità di quantizzare e tagliare meno possibile; suonare da soli col computer e insieme ad altri musicisti;
  • Registrazione di brani in presa diretta e a strumenti separati;
  • La correzione di piccoli errori d’esecuzione.

Inoltre, per i livelli più avanzati si effettuerà la simulazione di turni in studio di registrazione: l’allievo simulerà il professionista che, arrivando in studio senza mai aver ascoltato il brano, ha la necessità di prepararsi alla registrazione nel minor tempo possibile e spesso con pochissime indicazioni.

SCHEDA DEL CORSO

Inizio corso: 3 FEBBRAIO 2017

Location: Le lezioni si terranno presso gli studi di registrazione del Saint Louis

Time: il venerdì pomeriggio e il sabato mattina ogni due settimane

Chi: aperto a batteristi di buon livello, non si richiedono particolari capacità di lettura ma una buona musicalità

tipologia: turni di due ore per piccoli gruppi di 3 batteristi, eventuale disponibilità a richiesta per lezioni individuali

infoline: info@slmc.it

INTERVISTA AD AGOSTINO MARANGOLO di Livia Zanichelli

Tra i più grandi protagonisti della scena musicale italiana, Agostino Marangolo torna al Saint Louis il 3 febbraio 2017 con Studio Drumming, il percorso formativo attraverso cui il batterista catanese accompagnerà gli allievi attraverso una fondamentale esperienza in studio di registrazione.Abbiamo conosciuto il nostro docente un po’ più da vicino in questa intervista.

Hai lavorato con artisti di primissimo piano: dai Goblin, a Pino Daniele a Cocciante e Angelo Branduardi. Di tutte le tue esperienze professionali quale ti piace raccontare di più, qual è quella che ricordi con più piacere?

Tutte le tournée e i dischi con Pino Daniele hanno un’importanza differente dalle altre collaborazioni, innanzitutto perché hanno fatto la storia; poi perché in quegli anni Pino suonava negli stadi, nei palasport col supporto di musicisti internazionali e di grande calibro: alcuni di loro avevano suonato con i Weather Report, con i Dire Straits; alcuni erano grandi percussionisti, ad esempio Mino Cinelu e Nanà Vasconcelos, poi c’era il bassista Alfonso Johnson. Per me, suonare con professionisti di tale spicco era un grande stimolo, un’esperienza unica.

Tra l’altro ero molto giovane, in un momento storico che offriva molte più opportunità rispetto ad oggi: all’epoca stavamo facendo delle cose importanti senza la responsabilità e la consapevolezza di farle. Eravamo talmente giovani che per noi contava solamente suonare, divertirci, uscire fuori dal coro senza alcuna pressione o stress relativi al denaro e alle classifiche.

In un simile stato di cose è chiaro che si riesce ad essere creativi con più spontaneità. Ho anche un bellissimo ricordo di un tour con Branduardi: Angelo è una persona di grande spessore anche culturale e a mio parere più si alza il livello culturale, più diminuisce quel senso di onnipotenza che spesso scaturisce dal successo. Per lo stesso motivo ho un bel ricordo anche di Battiato con cui ho collaborato per una piccola cosa.

Ora terrai questo corso di Studio Drumming qui al Saint Louis. Cosa significa per te avere a che fare con i giovani?Credo sia una grande responsabilità. Da un lato i giovani odierni rinnegano un certo tipo di musica e una parte della sua storia; dall’altro sento che non hanno la voglia di soffrire e sacrificarsi che abbiamo avuto noi: vedo che nella costruzione di un progetto, nel cercare di creare qualcosa di diverso, loro si arrendono immediatamente.

Noto una tendenza ad isolarsi, ad essere soli, a lavorare da soli: appena si tenta di metter su un progetto condiviso, di gruppo, iniziano i problemi.Problemi che a mio parere lasciano il tempo che trovano. Penso che invece in ambito musicale siano molto importanti la progettualità e l’unione tra i singoli soprattutto per ciò che riguarda il mio strumento.

Del resto non credo che si possano attribuire troppe colpe ai giovani d’oggi: se io avessi iniziato a suonare dieci anni fa, con ogni probabilità mi sarei comportato esattamente come loro. Però ho sempre grande fiducia nei progetti interessanti: credo che ce ne siano e che se valgono possano realmente emergere.

Quello che cerco di trasmettere ai miei allievi è: se ci è riuscito un altro perché non puoi riuscirci anche tu?Dall’alto della tua esperienza cosa consigli ai giovani musicisti di oggi in questo periodo storico?Il consiglio che posso dare ad ogni giovane musicista è quello di essere diverso, di essere artista: non un orchestrale né un musicista fine a se stesso.

So anche che per essere così occorre una grande personalità e che dietro una grande personalità ci deve essere l’uomo oltre che la musica. Io invito sempre alla lettura alla scrittura, alle esperienze, ai viaggi: E’ l’uomo che fa la differenza perché tra due batteristi di pari abilità, quello che è stato capace di costruirsi un solido background culturale riuscirà meglio di chi invece non lo ha fatto. E’ una questione di spessore: le belle persone fanno la differenza, sia in salotto che sul palcoscenico.

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