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Donatella Luttazzi Amedeo Tommasi trio I Love You Chet

Category: Camilla Records

Donatella Luttazzi, facevo la dialoghista nel doppiaggio. A quindici anni cantavo accompagnandomi con la chitarra, anzi, forse era la chitarra ad accompagnare me. Ho avuto la fortuna di cantare con Irio De Paula. Maurizio Giammarco, Giancarlo Maurino, da bambini mi accompagnavano coi loro fiato.. non so se oggi lo ammetterebbero..

ASh, mi ha accompagnato al piano spesso Lelio Luttazzi, che tra l’altro è mio padre. Forse è più appropriato dire “era mio padre”. Anzi no, è mio padre, e lo sarà sempre. Ho studiato canto con la signora Lucia Vinardo, che mi ha permesso di cantare anche Rossini e Schubert, con buoni risultati, pare.

Poi, lo studio dell’arrangiamento mi ha permesso di costruire a quattro voci gli arrangiamenti di molte canzoni di papà Lelio, di cui alcune nn le conoscevo, bellissime. Non mi vantavo mai di essere sua figlia, quando ero piccola. Anzi, una forma di riserbo mi faceva rispondere a chi mi chiedevo se Donatella Luttazzi era figlia di LL.. beh, sì.. ma.. Insomma, mai approfittato di questo nome, mai!

Poi con gli anni, e diventando veci, si ha voglia di tornare alle radici: prendo gli spartiti di papà Lelio, i cosiddetti mandolini, e tra una lacrima e l’altra, capisco che ci sono belle canzoni, alcune più altre meno, e ringrazio il cielo che lo studio della musica mi ha permesso di capire queste cose. Credo il gruppo femminile dele Zebre a Pois, femminile perché abituata a cantare in un gruppo di musica da camera tutto al femminile, e poi anche perché più coreografico.. e lotto contro la difficoltà rappresentata dal fatto che non c’è un basso che possa arrivare appunto alla chiave di basso.. anche Lelio diceva che il basso in un arrangiamento è fondamentale, se no sembra che non ci siano le gambe del tavolino.. questo delle gambe l’ho inventato io.. Insomma, per farla breve, mi diverto a trasformare quelle che in fondo erano canzoni, colorandole di jazz, perché era proprio il jazz la vera passione di papà Lelio.

 

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