L’Inferno di Dante a passo di danza

Nell’anno di Dante Alighieri, tra le celebrazioni nazionali per i 700 anni della morte, l’Accademia nazionale di Danza ha messo a punto un sontuoso progetto che attraversa arti, linguaggi scenici e territori – geografici e ideali – per rintracciare l’eredità del Sommo Poeta In questa nostra epoca.
Si Intitola «Scene di un Inferno nel XXI secolo» e presenta otto mesi di Iniziative (da sabato al 3o novembre) tra performance, sonorizzazioni, video installazioni e pratiche artistiche ispirate all’Inferno dantesco, che pongono la danza al centro di una riflessione capace di abbracciare elementi culturali e urbani. «Il progetto ha una forte natura itinerante commenta Maria Enrica Palmieri, direttrice dell’Accademia e ideatrice dell’iniziativa – che riflette sia il viaggio letterario affrontato da Dante nella Divina Commedia sia l’esperienza reale del suo esilio.
Si articola In sette Cammini ospitati in tre città: Roma, meta che il Poeta cita più volte; la sua Firenze; Ravenna, ultimo rifugio del ghibellin fuggiasco. Gran parte degli appuntamenti, immaginati prima che la pandemia fermasse lo spettacolo dal vivo, prevedevano un pubblico in presenza e spesso in movimento al seguito delle azioni performative.
Oggi questo non è realizzabile, speriamo lo sia nei prossimi mesi. Intanto un grande lavoro di riadattamento per la fruizione digitale ha permesso di non perdere questa identità nomade». Un’anticipazione del calendario sarà diffusa «Dantedi» (ossia giovedì, giornata nazionale dedicata ad Alighieri Istituita dal Consiglio dei Ministri) in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Accademia insieme ad alcuni dei protagonisti: il compositore e virtuoso della tromba Paolo Fresu, Nancy Brilli, l’artista Luigi Battisti, il musicista Luca Spagnolettl e i rappresentanti di associazioni e municipi coinvolti.
Mentre la partenza è fissata per sabato con iI «Cammino dell’Osservazione»: percorso dal Ponte Nomentano, attraverso il Parco del’Aniene, fino a Villa Farinacci per una performance di Battisti con i danzatori dell’And e i musicisti del Saint Louis College of Music su La ballata di Dante, composta per l’occasione da Paolo Fresu. «Sarà la colonna sonora dell’intera manifestazione -rivela PaImieri- declinandosi di volta in volta in chiavi diverse, dal jazz al rap, fino alla versione dell’Orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia».
Il 16 aprile tappa al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti al Collatino, poi spazio alle riflessioni delle detenute di Rebibbia e ai quattro tableaux vivants a cura di Marc Schaufelberger al Cimitero del Verano.
Dal 22 al 24 aprile si entrerà al Policlinico Umberto I con gli studenti della Rome University of  Fine Arts e al Mausoleo di Sant’Elena con i bimbi dell’And e la Scuola Popolare di Musica di Villa Gordiani.
A maggio tocca ad Aventino, Fori Imperiali, Biblioteca EIsa Morante e Laghetto dell’Eur. «Ma date e dettagli – conclude Palnrieri – sono In via di definizione, in base all’andamento della pandemia».

Natalia Distefano

date 21-03-2021

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